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lunedì 1 gennaio 2018

Brevetti

La storia dei brevetti legati ai pigmenti artificiali non poteva che iniziare con Henry William Perkin, il giovane chimico inglese che nel 1865 scopre il processo di sintesi della porpora di anilina. Questa invenzioni ha ripercussioni soprattutto in ambito tessile, come dimostra la letters patent rilasciata allo stesso Perkin dalle autorità britanniche.



« Producing a new coloring matter for dyeing with a lilac or purple color
stuffs of silk, cotton, wool, or other materials »

Da allora la ricerca di nuovi metodi e strumenti per la produzione di colori artificiali non si è mai arrestata. Ancora nel 2004 l'azienda tedesca Mca Technologies GmbH deposita una richiesta di brevetto che intitolata Process for the preparation of organic pigments.





Le macchine

Oltre ai processi per la produzione dei pigmenti, sono oggetto di grande interesse tutti i macchinari sviluppati nell'ambito dell'industria del colore. In ambito tessile, particolarmente importanti sono le macchine utilizzate per la tintura dei tessuti.


Pressure Dye Machine , allegato al brevetto US2792702A sotto descritto.



Numero di pubblicazioneUS2792702 A
Tipo di pubblicazioneConcessione
Data di pubblicazione21 mag 1957
Data di registrazione3 giu 1955
Data di priorità3 giu 1955
InventoriWalter J Newcomb, Williamson James Saunders
Assegnatario originaleBurlington Engineering Company
Esporta citazioneBiBTeX, EndNote, RefMan
Link esterni: USPTO, Assegnazione dell'USPTO, Espacenet

venerdì 1 dicembre 2017

I personaggi e le storie

Henry William Perkin
Studente di chimica presso il Royal College di Londra, nelle vacanze pasquali del 1856 si cimenta nella produzione di un farmaco antimalarico attraverso la sintesi dell'anilina. L'esperimento fallisce, ma il giovane chimico nota che il composto ottenuto presenta una colorazione purpurea molto vivace e una buona capacità di tingere i tessuti. Perkin intuisce subito la portata commerciale della scoperta, tanto è vero che nello stesso anno brevetta la sostanza ottenuta sotto il nome di "porpora di anilina": è il primo pigmento sintetico della storia.


Francobollo in uso nel Commonwealth britannico dal 1901 al 1912

Vittoria di Hannover
Il grande successo riscosso dalla scoperta di Perkin si deve in parte alla casa reale, dove la porpora di anilina - che negli ambienti di corte prende il nome francese di mauve, malva - è accolta con molto entusiasmo. La regina Vittoria in persona ama indossare abiti tinti con questo colore, contribuendo di fatto all'affermazione della malva come colore della moda dell'epoca.

Mozaffar al Din Shah Qajar
Nel 1900 lo Scià di Persia Mozaffar al Din emana un editto che proibisce l'importazione e il consumo di coloranti a base di anilina. Questa misura viene presa a tutela della qualità dei tappeti persiani, che sono una cifra identitaria della cultura locale e una merce da sempre molto apprezzata sia in oriente sia in occidente. L'avvento dei pigmenti sintetici avrebbe infatti costituito il primo passo verso un aumento della domanda e di conseguenza un drastico calo nella qualità. I nuovi coloranti sono inoltre considerati meno pregiati dei vecchi colori naturali e si teme che possano sbiadire più facilmente quando sottoposti a operazioni di lavaggio. 


Caramel, Red, Yellow, Ms. Green, Blue, Ms.Brown
Sono i protagonisti degli spot pubblicitari dei confetti al cioccolato M&M's, nati nel 1941 come imitazione degli Smarties inglesi. La novità di questi confetti è il rivestimento in smalto colorato, che preserva il cioccolato dallo scioglimento e rende il prodotto facilmente trasportabile: basta pensare che le truppe inglesi impegnate nella guerra civile spagnola ricevevano abitualmente questi prodotti. Nel corso del tempo i colori di rivestimento utilizzati sono cambiati, sia per assecondare il gusto dei consumatori sia per ottemperare ai divieti imposti dalle autorità governative in materia di salute.

mercoledì 22 novembre 2017

Scienza e tecnologia dei pigmenti artificiali

La produzione industriale di vernici, smalti e coloranti è resa possibile dagli enormi progressi scientifici che hanno caratterizzato il XIX e il XX secolo. Le scienze alla base di questa vera e propria rivoluzione del colore sono:


Un episodio del programma How it's made, in onda su Discovery Channel, descrive il processo tecnologico attraverso il quale oggi si ottengono pigmenti inorganici prodotti artificialmente.


Il video che segue propone invece un confronto tra le tecnologie tradizionale per la produzione di vernici e alcune tecniche innovative, sviluppate dall'azienda chimica Clariant.


giovedì 16 novembre 2017

Rischi

I principali fattori di rischio associati ai pigmenti artificiali sono la tossicità e l'inquinamento ambientale, principalmente a causa della presenza di ammine aromatiche (cancerogene). Molte delle sostanze utilizzate nel secolo scorso sono state progressivamente bandite dalle autorità nazionali e dall'Unione Europea, perché considerate nocive per la salute dell'uomo.


GHS08 Nocivo a lungo termine


GHS09 Tossico



GHS09 Pericoloso per l'ambiente

mercoledì 15 novembre 2017

Simboli



Logo dell'azienda americana Pantone, che è diventata la norma internazionale di riferimento nel campo dei colori e dell'industria chimica


Tossico a lungo termine
Simbolo di rischio chimico che contrassegna una buona parte dei colori sintetici. Oltre a questo segnale si trovano talvolta altri cartelli: tossico se ingerito, irritante, infiammabile o pericoloso per l'ambiente


martedì 31 ottobre 2017

Elementi Costitutivi

I  pigmenti artificiali organici sono ricavati attraverso un processo di sintesi. All'interno della struttura molecolare di queste sostanze si possono facilmente individuare due specie chimiche ricorrenti: l'anello benzenico e un ampio assortimento di gruppi funzionali.
Anello benzenico
Gruppo funzionale Alogenuro acilico